Cosa vuoi costruire?

(Articolo di Maggio 2019)

Sento il bisogno di scrivere questo post perché noto, spesso anche fra le persone più istruite, una tendenza alla rigidità e ad imporre la propria opinione con forza dove non sussistono i fatti. 

Cosa c’entra con il coaching?

Tutto.  Perché essere capaci di mettersi in discussione è il primo passo per accedere ad un livello superiore di consapevolezza. 

 Prima di addentrarmi nel discorso, lasciami dare un paio di definizioni così sappiamo di cosa stiamo parlando.  Un fatto teorico è qualcosa di verificato. Ha però una caratteristica curiosa, non è mai perfettamente inoppugnabile.  

Anche in caso di teorie scientifiche consolidate, nuove prove possono emergere e cambiarle completamente. 

 E qui entrano in campo i fatti concreti. Quelli sono le cose che facciamo, fisicamente, tutti i giorni. Nel momento in cui questo post va online, io ho detto queste cose. È un fatto. 

 Se dovessi cambiare idea potrei sempre ammetterlo, ma a quel punto anche altre azioni che faccio dovrebbero cambiare. Un po’ come quando una persona diventa vegetariana, bisogna che smetta di mangiare i panini con la cotoletta sennò non è credibile. 

Perché le azioni che fai e le parole che dici, hanno un significato ed un peso che resta nel tempo.

Dopo che hai fatto o detto una cosa, questa resta nella tua memoria ed in quella delle persone che erano con te o che ti hanno vista/ascoltata. 

 I fatti concreti sono le cose che costruiscono il Mondo che verrà. Ogni singola persona mette dei mattoni, ogni giorno, per creare qualcosa.  

E poi ci sono le opinioni, che sono dei modi in cui gli esseri umani hanno arrangiato i fatti a loro disposizione per farsi un’idea del mondo. 

 Va da se che se disponi di più fatti la tua opinione sarà sempre più esatta, ma mai perfetta, perché le variabili sono infinite. Avere un certo numero di informazioni ben assimilate crea quello che chiamiamo buon senso, che è la capacità di fare una previsione piuttosto accurata di cosa potrebbe succedere e comportarsi di conseguenza.  

Sei d’accordo fin qui? Fammi sapere!

Intanto passiamo alla ciccia del discorso.  Quando ci poniamo di fronte ad altri umani imponendo le nostre opinioni, anche in buona fede, stiamo facendo due cose:  

1. Ci stiamo precludendo l’opportunità di acquisire nuovi elementi, che possono rafforzare o indebolire la nostra opinione. Si, vale anche per le esperte a livello internazionale (che solitamente ascoltano chiunque, se ci fai caso).  

2. Se abbiamo ragione, anche in parte, ci stiamo assicurando che l’altra persona si radichi ancora di più nella sua posizione. Se apriamo un dialogo invece, le idee possono fluire in entrambe le direzioni. Un classico sono i discorsi sulla religione.  

Passare ore a fare questa partita a ping pong fra “io ho torto no tu hai torto” quando ascoltarsi per un secondo a testa e capire qualcosa in più, ci vorrebbe tanto? 

L’alimentazione, uguale. La politica. I vari modi di essere mamma. I vari modi di essere donna. È normale avere sentimenti forti per questi argomenti, ma sappiamo veramente poco. Tutte.  

Perché le cose da sapere sono infinite eh, mica perché siamo sceme noi. 

Forse è strano leggere queste cose sulla Pagina di una persona che si guadagna da vivere affiancandoti a costruire e rispolverare la tua identità, ma il punto è proprio questo.  

Uno dei primi segnali del fatto che la tua identità è salda e che puoi usarla per iniziare a creare la realtà che desideri è proprio questo: le opinioni diverse dalle tue non ti spaventano più.  

Non ascoltando le persone che costruiscono con noi, con i mattoni che hanno a disposizione, rischiamo forte. Perché volente o nolente, questo futuro lo stiamo costruendo tutti insieme.  

Tu cosa vuoi creare con i tuoi mattoni, un muro o una casa?

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